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I Sing The Body Electric_My Vertical Space
Da un verso di Walt Whitman nasce il progetto I Sing The Body Electric ruotante attorno il tema del corpo inteso come confine. Confine non nell'accezione negativa di essere "confinati", ai margini, alienati, ma nell'accezione espansiva di linea netta, forte e presente di demarcazione fra il "sé" e il resto del mondo Un confine fra pelle, struttura e spazio. Corpo, dunque, come linguaggio che fa coincidere l'io narrante con l'io narrato nell'autoritratto e che (si) scopre attraverso una percezione dello spazio con-fuso alla pelle dell'artista stessa. Al contempo il corpo dell'artista diviene segno di tutti i corpi, esplorandosi si archetipizza dimenticando la propria soggettività. Nell'epoca della dismisura, in cui tutti possono accedere a tutto, questo lavoro (reso attraverso una micro-narrazione di otto sequenze) rivendica l'umiliazione estrema di essere segregati in un corpo unico e sessuato e al contempo rivendica la nostra natura di essere fragili tanto nella carne quanto nello spirito. Muto omaggio al corpo e alle sue cicatrici.
Comments (17)
Mi piace, anche nella scelta della gruccia di filo di ferro, ferro contro carne, e il gioco di ombre e luci.