LE CHAT

I lived abroad for a while, and now I'm still back in Italy. Corruption scandals, television, media: always tuned to dead defaulted. I often work on victims, on mental and physical annihilation. In this case - dazed by relentless images, plots at the edge of madness, pursued by the shameful news of the macabre - I tried the represent absence of life, body-object which once was looked, and now is still looking. A silent suburbia, life flowing, parks, nature as unaware theater. I used just some objects to mean death: a plastic manquinne, a gun, a cat’s face (symbol-face of trap), a fake hand. I tried to put them in a hypothetical route, where I found bins, steps in the car yards. Sounds terrible, as such as pain. And the stillness of remembering. A basic editing tries to emphasize the static nature of the offense, the extinct, of the murdered human - frozen in nearly 300 shots – into dynamic movie of short sections of daily life (or the beginning of?. And more. Maybe REWIND?).
An old woman walks. A bus passes.
Things are silent.
Another one.
Another VICTIMS.
(Le chat or the chats, what's more dangerous?)

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Comments 9

Francesca Modotti
3 years ago
Grazie Gio! Aspetto di vedere la tua nuova creatura!
donatoarcella
3 years ago
Bello !!!
Francesca Modotti
3 years ago
Grazie, davvero.
Maurizio Milanesio
3 years ago
Bel lavoro....complimenti
Francesca Modotti
3 years ago
Grazie Gianfranco. Onoratissima. Il sequel morte mi sta angosciando e credo che in una società malata come la nostra - quella italiana - il mostruoso diventi l'ordine del giorno. Perchè appunto - concordo con Ferdinando Sorbo, nonostante non abbia capito se la sua sia un'invettiva anche contro il mio lavoro - siamo diventati cibo scaduto, recapitato puntualmente ore pasti. Sintonizzati sulle onde del male, la partenogenesi è garantita. Favolose le tue parole, grazie ancora, GianF
Fra
Gianfranco ferlazzo
3 years ago
C'è sostanzialmente tutto il menù della Francesca .A. Modotti che più mi piace:la simbologia proto-surrealista è favolosa e le musiche ed i suoni perfetti;attraverso l'uso di un racconto diacronico viene messa in scena l'angosciosa sete di presenza dell'essere , svuotato di anima e con la pelle di plastica,dei media sempre più divoranti vita e,ultimamente, morte .. Trovo che ci siano delle bellezze filmiche nel video" che farebbero impazzire i più accaniti cinefili:)!!Complimenti Francesca !!!
ferdinando sorbo
3 years ago
tutto è merce...la morte,il dolore,....sempre pìù i media televisivi italiani sono un CONTENITORE dove si prepara il cibo morboso da dare in pasto a milioni di <maiali> che lo richiedono,non a caso siamo governati da un maiale nero e dalla sua cricca di maialini-e....
Francesca Modotti
3 years ago
mercì beacoup! Fra
Giancarlo Caporali
3 years ago
Molto profondo!!

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