Nella luce crepuscolare si delineano i contorni di vecchie porte di legno al cui interno si scoprono realtà altre, spazi senza tempo in cui si rivela una dimensione “scardinata”.
Fiorenza apre una finestra sul tempo del mondo e con la costruzione di porte e cardini, affida la maniglia alla volontà del soggetto, così da lasciarlo scegliere fra ‘memoria’ e ‘oblio’.
“(…) la consapevole apertura di una porta da parte del fruitore diviene un elemento scatenante e, offrendo degli squarci, fa luce sull’incommensurabilità dei percorsi della memoria e sugli intrecci linguistici(…)”. Doris von Drathen
Lasciando libera la vista su una realtà molto più grande, gli infiniti spazi della memoria, il lavoro è “soglia verso innumerevoli altre soglie”.





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