VICTORIA - il nome della donna non compare
Mostre, Ravenna, 02 March 2013
Victoria di Sara Lucas
14 marzo 2013

di Giorgia Tolfo – In occasione dell’inaugurazione della mostra Il nome della donna non compare di Stella (Stefania Gagliano) alla Ninapì-nesting art gallery di Ravenna, ha avuto luogo la performance Victoria di Sara Lucas, giovane promettente artista multidisciplinare italiana.

Fotografia tratta dalla performance Victoria
“Victoria è un’installazione performativa che interroga il rapporto della società nei confronti della violenza domestica.

Victoria vuole riflettere su alcune opposizioni costitutive l’esperienza e la manifestazione di memorie traumatiche, come il rapporto tra diffusione e invisibilità della violenza, la dialettica tra necessità di esternazione e impossibilità di identificazione con la narrazione, il contrasto tra una domesticità convenzionalmente accogliente e la realtà tragica che la avvolge e fonda.
Victoria è un nome, uno pseudonimo, è una donna che narra il vissuto e vive il presente; è una voce che parla di sé e di una collettività che ha vissuto eventi traumatici; è una voce che, non potendo essere attribuita ad un unico soggetto, si fa coro.
Victoria combatte per essere udita e richiede un testimone.
Victoria è un’assenza presente, un singolo collettivo, una finzione reale”.

Queste le parole impresse su un piccolo opuscolo consegnato allo spettatore che decide di oltrepassare la porta che separa lo spazio espositivo della galleria Ninapì da un piccolo ambiente domestico, stranamente accogliente e inquietante, ricreato da Sara Lucas per la sua performance Victoria.
Una volta dentro, non accade nulla. O forse, accade di tutto.
È possibile chiacchierare e prendere il tè con la donna che vi è dentro anche se non si sa chi è (Sara Lucas? Victoria?), oppure si può cercare di ascoltare le voci impresse su un nastro che si ripete in continuazione in sottofondo (ma cosa raccontano esattamente? litigi? paura? pianti?).

Si comincia pian piano a comprendere che si sta entrando in uno spazio di riflessione ed elaborazione, uno spazio di responsabilità e condivisione. Si sta entrando nel luogo del trauma.
Qui i limiti tra identità e alterità sono permeabili: Victoria è la donna presente, la donna o le donne che parlano nella registrazione, Victoria è – secondo alcuni – il ruolo che siamo chiamati ad assumere come testimoni. Victoria è però anche uno pseudonimo che serve a chi parla per poter narrare la violenza domestica riparandosi. Victoria è la maschera che indossano le voci registrate.

Essere presenti nel luogo del trauma significa anche assumersi delle responsabilità: si può conversare amabilmente con la donna algida e contenuta che offre il tè e una fetta di dolce nella piccola stanza, ignorando così le drammatiche storie di violenza che avvolgono l’ambiente, lasciandole nascoste sotto il tappeto come polvere ineliminabile; oppure si può ascoltare la registrazione (con difficoltà perché disturbata dai rumori esterni) e andare oltre l’apparenza per entrare nella tragica realtà di alcune vite domestiche. Si può poi ascoltare voyeristicamente, cercando di comprendere cosa è accaduto a queste(a) donne(a), oppure si può ascoltare empaticamente, condividendo il dolore di vite segnate, testimoniando l’esistenza di crimini invisibili. Bisogna infine decidere qual è il momento in cui si vuole uscire dalla stanza.


Fotografia tratta dalla performance Victoria
Quella riproposta da Sara Lucas è senza dubbio una performance importante (una volta terminata, resterà installato l’ambiente domestico dove si potrà ascoltare la registrazione) che rappresenta un punto di convergenza tra vita privata, arte e denuncia sociale. È una riflessione su quella violenza bianca, invisibile e tragicamente presente, di cui si prende coscienza con troppa difficoltà.
Victoria ha una dimensione critica ed etica; espone ferite senza chiedere che siano risanate, ma solo che siano “viste”. Victoria ti protegge, intrattiene e nutre o ti fa sprofondare nell’abisso.
Victoria è un luogo, passati attraverso il quale non si può più essere gli stessi.

Vittoria
Ninapì-nesting art gallery
via Pascoli 31, Ravenna
L’installazione della performance è visitabile dal 2 al 24 marzo

INFO E CONTATTI
Orari. venerdì-sabato17-19 | apertura su appuntamento
Ingresso libero
Tel. 340 0789505-335/ 8340522
sito web. www.akasaralucas.com

Commenti 1

Gianpaolo Marchesi
12 anni fa
Complimenti!

Inserisci commento

E' necessario effettuare il login o iscriversi per inserire il commento Login