Mostre, Belgium, Bruxelles, Brussels, 01 August 2018
COLLETTIVA INTERNAZIONALE D’ARTE CONTEMPORANEA
REGOLAMENTO, “MARCINELLE262”, 7 agosto – 9 settembre 2018, Museo di Le Bois Du Cazier, Belgio
Sebastiano Magnano, Il ritratto dell’umano.
A partire da una visione critica postmodernista Magnano, fondendo il lirismo cromatico di Guccione e la lezione della Pop Art, raggiunge attraverso la raffigurazione di un evento, di un particolare angolo urbano o di un personaggio noto, una mappatura veritiera dell’animo umano. Attraverso la concentrazione narrativa del dettaglio e con l’impatto pregnante di colori duri e forti, penetranti e concreti, il messaggio si acuisce e ci colpisce: i piani strutturali dell’opera si serializzano e il ritratto assurge ad icona, immagine emblematica, sintesi essenziale di un significato ultimo e primo, quale è quello della vita umana che, se si manifesta diversa nella realtà fenomenologica, nel bene o nel male e sotto l’odierna azione mediatica viene riprodotta fino alla santificazione o alla eroizzazione.
L’opera di Sebastiano Magnano per la collettiva “Marcinelle 262” 2018 rispecchia lo stile e il linguaggio espressivo proprio all’artista, che declina la figurazione pop con un trattamento della materia pittorica di stampo informale e gestuale e un chiaro contenuto di denuncia sociale, ripercorrendo la tragedia della miniera Bois du Cazier, dando rilievo ai volti degli scomparsi. Un’ideale epigrafe in cui morfosintatticamente e semanticamente i volti affiorano e si fondono, assumendo fisionomie evanescenti, confuse nella memoria, dissolte dalla pennellata che scava solchi nel grigio monocromo del fondo.
04.06.2018 Maria Palladino
REGOLAMENTO, “MARCINELLE262”, 7 agosto – 9 settembre 2018, Museo di Le Bois Du Cazier, Belgio
Sebastiano Magnano, Il ritratto dell’umano.
A partire da una visione critica postmodernista Magnano, fondendo il lirismo cromatico di Guccione e la lezione della Pop Art, raggiunge attraverso la raffigurazione di un evento, di un particolare angolo urbano o di un personaggio noto, una mappatura veritiera dell’animo umano. Attraverso la concentrazione narrativa del dettaglio e con l’impatto pregnante di colori duri e forti, penetranti e concreti, il messaggio si acuisce e ci colpisce: i piani strutturali dell’opera si serializzano e il ritratto assurge ad icona, immagine emblematica, sintesi essenziale di un significato ultimo e primo, quale è quello della vita umana che, se si manifesta diversa nella realtà fenomenologica, nel bene o nel male e sotto l’odierna azione mediatica viene riprodotta fino alla santificazione o alla eroizzazione.
L’opera di Sebastiano Magnano per la collettiva “Marcinelle 262” 2018 rispecchia lo stile e il linguaggio espressivo proprio all’artista, che declina la figurazione pop con un trattamento della materia pittorica di stampo informale e gestuale e un chiaro contenuto di denuncia sociale, ripercorrendo la tragedia della miniera Bois du Cazier, dando rilievo ai volti degli scomparsi. Un’ideale epigrafe in cui morfosintatticamente e semanticamente i volti affiorano e si fondono, assumendo fisionomie evanescenti, confuse nella memoria, dissolte dalla pennellata che scava solchi nel grigio monocromo del fondo.
04.06.2018 Maria Palladino







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