La misura del mondo
Mostre, Benevento, 23 March 2013
SERENA PICCININI
La Misura del mondo
a cura di Domenico Maria Papa

dal 23 marzo 2013 al 23 aprile 2013
inaugurazione mostra ore 18:30
SABATO 23 MARZO 2013
Galleria Nuvole Arte, Via IV Novembre (I traversa)
82016 Montesarchio (BN)

Animale. Per Aristotele è possibile distinguere diverse anime che abitano i corpi viventi. Anima, infatti, qualifica ciò che è, appunto, anima-to ed è la causa stessa della vita. Distinguiamo, infatti, ciò che è animato da quanto non lo è. La radice della parola animale ci dice che trattiamo un essere dotato di vita, seppure, come voleva San Tommaso non di raziocinio e, dunque, privo della facoltà umana del libero arbitrio. Ma questa è altra questione.

Animato vs inanimato. Sappiamo ben distinguere quanto è animato da quanto non lo è ovvero tra esseri e oggetti. Con questi ultimi abbiamo un rapporto di utilità, ce ne serviamo, sono per lo più meri strumenti, mentre ai primi riserviamo generalmente un’attenzione diversa, di maggior rispetto, sebbene ciascuno di noi può enumerare oggetti d’uso comune ai quali sappiamo d’essere affezionati e dai quali non ci separeremmo senza dolore. E d’altra parte, sebbene in molte culture sia anticipato da complessi riti, il sacrificio di un animale è, infine, dettato dallo scopo utilitaristico di alimentarsi.
La separazione tra animato e inanimato evidente nell’esperienza comune, sembra tuttavia più sfumata di quanto non siamo disposti ad ammettere. Un confine netto e certo è indispensabile per tenere ben solida la propria identità, separando con decisione il sé dal mondo.

Das Unheimliche. Uno dei concetti maggiormente noti della ricerca psicoanalitica, tradotto in italiano con perturbante, fu introdotto da Ernst Jentsch proprio per dire di oggetti che sembrano dotati di vita propria e che rimanendo in un mondo di mezzo possono spaventarci. Jentsch parlava degli automi o, anche di rappresentazioni di animali animate. Sul perturbante, con tutto l’armamentario di bambole parlanti e replicanti che si scoprono dotati di ricordi e sensibilità adolescenziale, si basa gran parte della letteratura e del cinema moderno. Al perturbante si alimenta ogni fantasia infantile.

Minotauri, liocorni, draghi. Le arti visive hanno da sempre cercato ispirazione nei territori del perturbante, proponendo figure mitologiche a metà tra mondi differenti: esseri metà uomo, metà dio, oppure metà uomo e metà animale, o ancora dei che si trasformano in animali e viceversa animali che diventano divinità. Insomma, sembra che la creazione di immagini non prescinda mai dalla creazione di ibridi in perenne mutazione. Il minotauro può essere assunto a figura totemica non solo per spiegare le vicende di Cnosso, ma anche la ragione di quella singolare attività che gli uomini chiamano arte.

Zoologia Parallela. Nel lavoro di Serena Piccinini ricorre il tema dell’animale che viene assunto come innesco figurale: l’artista, cioè, parte da una fisionomia ben riconoscibile per spingerla fino al limite del riconoscimento. E questo lo fa non solo operando sul disegno di quella stessa fisionomia, ma ancor più essenzialmente con la materia utilizzata per dare un corpo a quella fisionomia. Nella produzione di Serena Piccinini è dunque possibile incontrare balene, giraffe, coleotteri, cervi, o meglio qualcosa che solo appare di volta in volta, balena, giraffa, coleottero, cervo. A ben guardare la balena è già in trasformazione per diventare un uccello, mentre la giraffa, per metà, assomiglia alla penna di una scavatrice o il cervo, in fondo, è come un bassotto, l’elefante ricorda una pagoda...

Das Unheimliche? A ben guardare, le ibridazioni zoologiche di Serena Piccinini pur potendo ricorrere al perturbante, a quanto, cioè, ci inquieta nel sovrapporsi delle immagini e nel confondersi di animato e inanimato, in nulla davvero spaventano. La ragione non è solo nel gioco ironico e propriamente infantile (non è all’infanzia che facciamo risalire le più remote esperienze del perturbante?) dell’esperimento combinatorio che l’artista enuncia già in titoli quali Cervocielo Dorato o Grillo tintinnate o ancora Girafpillar. È anche e soprattutto nei materiali utilizzati: carte colorate e decorazioni da bricoleur che rendono familiari quelle creazioni fantastiche che in altro modo non potrebbero esserlo. Serena Piccinini, paradossalmente, addomestica quanto non è addomesticabile, l’ Un-heim-liche, appunto.

La misura del mondo. “È il mio intento di creare nuovi modi di vedere i paesaggi famigliari e di far sì che la natura ci venga restituita in modo diverso, perché non esiste rapporto con nessun mondo, a distanza” dice l’artista. E Propone, perciò, un percorso all’inverso, un percorso che parte dal gioco combinatorio e dall’ibrido in forma e in materia per giungere fino al confine che, come si diceva, supponiamo certo e fermo tra sé e le cose. La mostra proposta è, in questa prospettiva, un invito all’incertezza affinché attraverso lo scarto metamorfico sia ridisegnata una distanza che è, appunto, misura del mondo. Misura della propria identità che l’arte, come suo proprio compito, deve mettere in dubbio, perché possa trasformarsi.
Domenico Maria Papa, marzo 2013

Commenti 4

Associazione Roberta Smedili
12 anni fa
un grande in bocca al lupo
LUSSORIO SERRA
12 anni fa
LUSSORIO SERRA Artista
Vivissimi complimenti!
Marianna Merler
12 anni fa
Marianna Merler Artista
in bocca al lupo!
Mirta Vignatti
12 anni fa
Mirta Vignatti Artista
AUGURISSIMI SERENA!!!

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