A livello internazionale, diversi organismi si occupano di parità e di tutela dei diritti delle donne:
la Commissione per i Diritti della Donna e l'Eguaglianza di genere del Parlamento Europeo
la Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione dell'Unione Europea
la Direzione Generale per i diritti Umani del Consiglio d'Europa
la Commissione sulla Condizione della Donna (CSW)
UNIFEM (Fondo delle Nazioni Unite per le donne)
INSTRAW (United Nations International Research and Training Institute for the Advancement of Women).
Mentre, a livello nazionale, il Codice per le Pari Opportunità ha istituito:
la Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna
il Comitato per l’imprenditoria femminile.
Nel pubblico impiego, la Legge n. 183/2010 ha previsto la costituzione dei Comitati unici di garanzia per le pari opportunità – sostituendo i precedenti organi collegiali previsti dalla contrattazione collettiva di settore – i quali hanno delle funzioni propositive, consultive e di verifica. La loro finalità è quella di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e l’efficienza delle prestazioni, grazie alla creazione di un ambiente di lavoro privo di qualsiasi tipo di discriminazione e di violenza morale o psichica. La composizione dei Comitati Unici di Garanzia è paritetica, essendo formati da un membro designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali, maggiormente rappresentative a livello di amministrazione, e da un pari numero di rappresentanti dell’amministrazione, in modo da assicurare la presenza paritaria di entrambi i generi.
Un esempio di programmazione integrata delle attività, finalizzate ad un'effettiva parità di genere, è il Piano di azioni positive per il 2014-2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Anche nel settore privato, le Parti Sociali hanno previsto, tra gli obiettivi degli enti bilateriali, la promozione delle pari opportunità tramite la costituzione di appositi Comitati ed Osservatori, come rilevato dal Rapporto Annuale 2013 .



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