Fucsia*dance
Mostre, Palermo, 10 June 2017
Il Caffè Internazionale è lieto di invitarvi alla mostra di Katia Scarlata a cura di Angelo Leonardo e Linda Randazzo.

"Compito" deve essere la parola chiave, dato che mi torna tanto alle labbra. E ripensando a lei bella e serena, quando la vedevo all'opera sul suo foglio, vestita con tanti merletti colorati. E mi piace immaginarla vecchia e serena, mentre sorseggia un infuso al mirtillo e sorveglia la carrozzina del nipote, mi viene un dubbio che non oso formulare nemmeno a voi. Mi viene il dubbio di non aver mai capito niente dell'amore, perché di tutte le parole che ci sono, questa si presenta come la più libera e vitale ma può diventare una leva pericolosa per la ricerca di se stessi, quindi uno strumento attraverso il quale si smascherano falsi concetti, false leggi, false limitazioni, fisiche e morali.
È questa la ragione per cui "amore" è la parola più snaturata, incarcerata fra le sbarre di codici legali, da censori e medici venduti all'ordine. Stendhal l'aveva detto, ma come sempre quando un vero ribelle alza la voce, la società, seguendo l'esempio della chiesa, lo giubila con note, studi, saggi, riconoscimenti ufficiali: lo mette sotto vetri preziosi, cornici ingemmate, in un bell'altare molto alto, per cui pochi possono avere l'agilità di fare il salto a raggiungerlo, tirarlo giù e guardarlo negli occhi. Così filtrato, il suo grido ci arriva come luce morta, staccatasi da un pianeta morto dieci, ventimila secoli fa.

"Fucsia dance" è il capitolo zero, l'inizio del racconto, è il ritorno di Katia alla pratica due anni dopo i suoi ultimi disegni, questa serie di carte testimonia la necessita di riabilitare il polso, esercizi di pilates in vista di un grande spettacolo, una danza per esorcizzare il tempo, che ci permette di guardare alla realtà come ad una bella bugia.

Angelo Leonardo



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Antonin Artaud
da V. Van Gogh, il suicidato della societa'.

Katia non ama che le si dica ‘notte, è meglio l’augurio completo della “buona notte”. I dolcetti sul suo tavolo possono aspettare solitari, se qualcuno sa intrattenere il suo genio fecondo. Già… Katia ha scritto molte lettere allo studentato, quando la conobbi, chiedendo di poter intrattenersi più a lungo, anche nei giorni di festa, che le dessero un letto… anche allora, su cui sognare sogni che nessuno sa fare. La immagino così Katia, mentre vive sognando e sogna desiderando. Katia… i suoi disegni segnano l’anima, sono come ombre balinesi danzanti e armoniose sulla via di percezioni indelebili. Katia… le sue risa miste al sangue delle sue urla interiori si sentono forti e le voci della sua conflittualità hanno il sapore del limone, mentre scorrono davanti ai miei occhi i suoi disegni graffianti, rossetti civettuoli, caramelle fin troppo dolci, i suoi boccoli studiati, la sua pelle bianca, i suoi occhi da diva degli anni trenta, la dolcezza del suo accento siciliano… Katia, il mistero straziante dell’utero, disegni mascherati di una libertà compositiva infantile, mista e frammista a colta prodigalità verso una fervida immaginazione storico/artistica. Katia disegna, stravolta sirena su un telo blu ricolmo di palloncini, come a simulare il mare e tutti i suoi pesci, quell’acqua primordiale, come ricordi del grande mistero dell’essere donna. Katia… nei suoi disegni quell’arcano e lunare mistero, lo strazio del parto e la gioia mista alla violenta costatazione dell’essere vivi. I suoi disegni segnano il percorso delle viscere, colgono di sorpresa, urlano ridendo, piangono gemendo. Katia è un’artista, è vera e tutto intorno a lei si fa muto e insignificante, tutto intorno a lei è schema e decorazione. Katia è l’amore, di cuori rosa e giornaletti adolescenziali. Katia… le sue risa ingombrano imbarazzanti l’incapacità di ognuno di noi di essere vivo, di esserlo disperatamente. I suoi disegni parlano di sesso, di morte, di sacrifici, d’inondamenti emotivi.
Il suo rossetto invade le pareti e lo spazio, che opta per la riappropriazione di quel famigerato e impossibile “essere vivi”. Vedo danzare fantasmi ruggenti al ritmo di feste segrete, vedo donne stravolte, trascendenze infinite colorate di rosso, vedo il sangue mestruale, la placenta iniziale, vedo le baccanti festose e crudeli, non vedo l’uomo e se lo vedo, è come quel solito incarnato desiderio sognante… è l’eterno mancante, padre, figlio e uomo inesistente o fallo su cui volare come strega medioevale. Vedo Katia, grande madre creatrice, di questa sua arte sgomenta, muta e urlante, insieme impossibilitata dalle sensuali lontananze del suo luogo paradossale… e vedo ancora e sempre Katia, figlia orfana e desiderosa di questo stesso indicibile amore.
L’arte ti cura Katia, tu non sai neppure che noi la si chiama Arte, eppure questo malessere che raggiunge malessere, questa gioia festosa che raggiunge gioia festosa, ci purifica e diviene assoluta. La tua Poesia Katia, che la vita non la porti via, che serena sia la via, che possa mantenere questo fiume dorato già stracolmo di fede. Liberaci oh Katia, con i tuoi pennarelli incantati e donaci sogni cantati, danze ascoltate, segreti inaspriti di dolori profumati, disegnaci ancora quei mondi incantati. Donaci segni semplici come atti sacri, con cui ci rimetti in contatto con tutto quel mondo inconscio che solo i tuoi nuovi simboli possono darci. Facci dono delle tue lacrime e risa, della tua presenza radicale e isterica, della tua femminilità inasprita, della tua ridente seduzione. Katia continua a riempire il nostro mondo di lucciole macchiate, insegnaci a essere puri, deponi le nostre inutili maschere e ridi finche non piangerai ancora, e piangi finche non riderai per sempre e ancora.

Linda Randazzo


Katia Scarlata vive e lavora a Enna. Nel 2016
selezionata al premio FAM: Fabbriche Chiaramontane di Agrigento con l'opera "100 Chiodi al Cuore"; nel 2013 espone alla mostra "@more" presso la Villa Alliata Cardillo di Palermo con l'opera "Ipertensione D'@more"; sempre nel 2013 partecipa ad una mostra collettiva al Museo Riso con l'opera dal titolo "Bugie e Suppliche"; nel 2012 ha esposto presso ZAC-Zisa Zona Arti Contemporanee di Palermo con l'opera "Caramelle e Sacrifici"; lo stesso anno vince il premio Unicredit con l'opera "Quando gli Atteggiamenti diventano Forma" e selezionata al Premio ORA con l'opera "Battaglia intorno a una Rosa Blu".

Commenti 2

Tanya Bartolini
8 anni fa
il mio cuore è li vicino a te ..cara Katia ...ti auguro tutto il successo che meriti ... tantissimi complimenti ...un carissimo abbraccio e tanta fortuna....sei Grande.....Tanyyy!!! <3
Teresa Palombini
8 anni fa
Auguri!!

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